Paolo Damiani: glossario     a-b  c-d  e-f  g-h-i-j-k-l  m-n-o-p-q-r  s-t-u-v-w-x-y-z  
 

Calco
Impronta di un rilievo o di una statua ottenuta calcando una materia duttile (cera, argilla. gesso) sopra il modello e ricavandone una matrice che dà la più fedele e meccanica copia (comunemente realizzata in gesso) della scultura originale.

Calcografia
Incisione su metallo, in particolare su rame, ottenuta scavando nella matrice le linee del disegno. La calcografia comprende l'incisione a bulino, la punta secca, l'acquaforte e inoltre le tecniche chiamate maniera nera e vernice molle. Sono dette calcografie anche le stampe di tali incisioni; inoltre hanno preso il nome di calcografie i locali in cui vengono conservati i rami incisi.

Cammeo
Pietra dura, intagliata in modo da ricavarne una figura di colore diverso da quello del fondo.

Campitura
La zona o lo spazio di una composizione pittorica in cui è steso un unico colore. Deriva da campire, cioè dare il colore al fondo delle pitture: sta a significare il colore che serve di sfondo o campo, per cui si dice "ben campita" la figura segnata vigorosamente nel posto esatto riservatole nel campo.

Canopo
Vaso funerario, in terracotta o in bronzo, con il coperchio a forma di testa umana, usato nell'antico Egitto e in Etruria per contenere le ceneri del defunto.

Calco
Impronta di un rilievo o di un incavo ottenuta facendovi aderire una materia molle quale argilla, gesso o cera. Si usa come stampo per ottenere copie di sculture.

Carboncino
Bastoncino di carbone vegetale utilizzato per disegnare. Tra i mezzi più semplici ed antichi, serve soprattutto nel disegno dei cartoni preparatori per affreschi ed opere artigianali. Per estensione il termine indica anche un disegno eseguito a carboncino.

Cartiglio
Motivo decorativo utilizzato in pittura e sculture raffigurante un rotolo di carta, in parte aperto, recante una iscrizione.

Cartone
Disegno preparatorio in scala 1:1 su carta pesante utilizzato per realizzare affreschi, mosaici o arazzi.

Cavalletto, pittura da
E' quella che si ottiene dipingendo su una tela, tavola od altro mezzo portatile e di dimensioni piuttosto modiche. Tale forma di pittura conobbe un grande incremento nell'età rinascimentale e divenne addirittura popolare nel corso del Seicento, specie là dove si ebbe una borghesia benestante che richiese con una certa larghezza opere mobili, di formato limitato e di gradevole soggetto. Il cavalletto é il treppiede con sostegno a forma di alto leggìo, su cui si appoggia la tela o la tavola da dipingere.

Cera persa
Tecnica di realizzazione di una statua in bronzo, cava all'interno, che prevede la stesura di un strato di cera su un calco positivo che verrà poi inglobato in un altro calco negativo. Nel blocco così ottenuto viene versato il bronzo fuso che per la sua alta temperatura liquefa la cera che defluendo da fori predisposti consente al bronzo di prendere la forma desiderata.

Cesello
Scalpello di acciaio duro di diverso taglio utilizzato per rifinire le opere in metallo.

Champlevé
Tecnica di realizzazione di smalti consistente nell'incavare a sbalzo la parte della superficie metallica nella quale viene colato lo smalto.

Chiasma
Nelle arti figurative, e in particolare in scultura, il chiasma, o chiasmo, indica la posizione del corpo umano leggermente sbilanciato su un lato. In tale composizione il corpo scarica il proprio peso su una gamba, mentre l'altra rimane flessa. Viceversa gli arti superiori si comportano in modo opposto: sullo stesso lato della gamba flessa abbiamo un braccio in tensione, mentre sul lato della gamba tesa il braccio risulta a riposo.

Chiarismo
Movimento pittorico italiano sorto nel 1929, espresso con una pittura chiara o luminosa, in contrapposizione al Novecento (vedi Novecento).

Chiaroscuro
Si dice del rilievo del disegno ottenuto col gioco di luci e ombre (sia in pittura che in scultura): può essere a sfumatura o sfumato, se graduale nei trapassi; a mezzatinta o a macchia, se con netta separazione di luce e ombra, imperniato su due toni, rispettivamente per l'ombra e la luce.

Classicismo, classico
Con classicismo s'intende la rigorosa applicazione dei principi derivati dall'arte classica, ossia da quel tipo d'arte greca - ereditata poi dai romani -, che si basò sui motivi d'armonia, simmetria ed equilibrio. Ciò comporta un certo qual vincolo espressivo che limita la libertà dell'artista, come si avvertì soprattutto sul finire del XVIII secolo col Neo - classicismo (vedi tale voce). Il vero e più alto momento di fioritura dell'arte classica originaria lo si ebbe in Grecia e particolarmente ad Atene a partire dalla metà del V secolo a.C.; nell'epoca di Pericle e di Fidia tale fenomeno perdurò sino verso la fine del IV secolo, allorquando l'impero di Alessandro Magno portò la cultura. la civiltà e l'arte ellenica a più diretto contatto con l'Oriente e ne determinò nuovi svolgimenti. La parola "classico" viene tuttavia assunta anche in relazione al momento di più alta ed integrale realizzazione d'una qualsivoglia concezione artistica; così é "classico" ogni stile allorché attinga al suo vertice.

Cloisonné
Tecnica di realizzazione degli smalti ottenuta saldando sulla superficie dei sottili bordini, in genere d'oro, a formare le figure nelle quali viene colato lo smalto.

Codice
Nell'antichità, tavoletta o insieme di più tavolette di legno cerato per uso scrittorio; poi, insieme di fogli ripiegati, tagliati e legati a costituire un libro.

Collage
Con questo termine francese, che sta a significare l'associazione di diversi elementi mediante la colla, viene definita una tecnica nella quale carta e altre sostanze sono applicate alla tela, al cartone o ad una tavola, così da comporsi unitariamente in una sorta di dipinto. Picasso ed altri Cubisti fecero uso estensivo di questa tecnica, soprattutto valendosi dell'associazione di frammenti di giornali. seguiti in ciò, dai Dadaisti. Matisse, nei suoi ultimi anni, ne affinò ulteriormente la tecnica, componendo quadri interamente costituiti da forme ottenute con ritagli di carta colorata.

Colore
Il colore è generato dalla luce, la quale può essere naturale o artificiale. La luce naturale è quella proveniente dal sole e si dice "luce solare o bianca". La luce artificiale è prodotta da corpi ardenti, e, in generale, è colorata. La luce può essere diretta o diffusa: diretta, quando i raggi del sole cadono direttamente sugli oggetti; diffusa, quando la luce normale del giorno fa apparire gli oggetti illuminati nel loro colore particolare. La luce del giorno non è però sempre bianca, ma va soggetta a modificazioni dipendenti dallo stato armosferico, o da altre cause. I colori primari o fondamentali o puri sono: il rosso, il giallo e il blu. I colori secondari o complementari composti in parti uguali sono: rosso + blu = violetto rosso + giallo = arancione giallo + blu = verde I colori secondari o complementari composti in parti diverse sono: rosso 3 parti + blu 1 parte = rosso violetto rosso 3 parti + giallo 1 parte = rosso arancione giallo 3 parti + rosso 1 parte = giallo arancione giallo 3 parti + blu 1 parte = giallo verde blu 3 parti + giallo 1 parte = verde blu blu 3 parti + rosso 1 parte = blu violetto Col bianco e il nero, mescolati in diverse proporzioni, si ottengono numerosi grigi normali. Anche mescolando i tre colori primari (rosso, giallo e blu), in varie proporzioni, si ottengono dei grigi, ma colorati. Colori caldi Sono il giallo, il rosso, il bruno rossastro, l'arancione, il violetto, che recano una nota calda nella pittura, in opposizione al senso di freddo generato dalla gamma dei blu. Colori complementari Sono il violetto, il verde e l'arancione, ciascuno dei quali è ottenuto mediante la miscela di due colori fondamentali (rosso + blu = violetto, blu + giallo = verde, giallo + rosso = arancione). Colori fondamentali e complementari Nell'insieme dei colori che compongono lo spettro solare, ottenuto mediante la proiezione di un raggio su di uno schermo attraverso un prisma rifrangente, noi abbiamo, con tutti i loro passaggi e le più sottili sfumature, una serie di colori, tra i quali le ricerche effettuate nei laboratori chimici ed ottici nella seconda metà del XIX secolo, hanno riconosciuto i tre fondamentali: rosso, giallo, blu. Dalle loro combinazioni, si ottengono quelli complementari che disposti insieme ai primi su di un disco fatto velocemente ruotare generano un'impressione di luce bianca. I complementari sono il verde (composto dal giallo e dal blu), l'arancione (rosso e giallo), violetto (blu e rosso) e ciascun d'essi é, appunto, complementare del colore fondamentale che non entra nella sua composizione: il verde del rosso, l'arancione del blu, il violetto del giallo. Mescolati insieme in giuste proporzioni, essi generano varie intonazioni del grigio. Colori fondamentali Sono i colori di base - rosso, giallo, blu - che possono essere variamente combinati tra loro così da dar vita agli altri colori.

Concettuale arte
Corrente artistica internazionale in cui l'arte é vista come conoscenza attraverso il pensiero, piuttosto che attraverso l'immagine.

Contemporanea arte
Opere d'arte del periodo in cui viviamo.

Compendiario
Stile pittorico, in uso nell'antica Roma, caratterizzato da pennellate veloci e macchie di colore stese senza un disegno di contorno preventivo.

Contorno
La linea marginale che in un disegno o in un dipinto scandisce i limiti delle singole forme e, conseguentemente, fornisce implicite indicazioni volumetriche, ovvero esalta le superfici che con tiene o sottolinea i caratteri compositivi. Le diverse funzioni che il contorno può assumere sono felicemente suggerite dall'opera di Ingres, in cui esso ha sempre un potenziale compito volumetrico. La sua pregnante carica di movimento, ha fatto sì che si coniassero anche i termini "linea funzionale" e "linea energetica".

Corrente
Movimento artistico sorto a Milano nel 1940; tra i suoi fondatori troviamo Renato Birolli, Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Ernesto Treccani.

Costruttivismo
Un movimento artistico che sorse in Russia nei primi decenni del XX secolo; Vladimir Tatlin ne fu uno dei principali esponenti, al punto che il movimento stesso fu pure conosciuto. nel suo Paese d'origine, col nome di "Tatlinismo". l Costruttivisti composero sculture, costruzioni a rilievo e modelli architettonici con materiali sino allora non usati per quegli scopi, come: plastica trasparente, metallo tubolare o laminato, fili e vetro. Parimenti si occuparono delle concezioni spaziali, s'interessarono ai problemi dei solidi e dell'incidenza visiva della forma nello spazio. L'uso della saldatura nella scultura deriva da codesto gruppo. Nel 1920 si tenne una grande Esposizione Costruttivista ed in quella occasione i due fratelli Antoine Pevsner e Naun Gabo pubblicarono il loro "Manifesto Realista" che si riallacciò a taluni principi del Futurismo per quel che concerneva, in arte il movimento nello spazio. Motivi politici posero fine in URSS, al Costruttivismo nel 1921, ma alcuni suoi esponenti, fra cui i citati Pevsner e Gabo, continuarono la loro attività nell'Europa Occidentale.

Cratere
Vaso a bocca larga utilizzato dai greci e dai romani per servire l'acqua o il vino nei banchetti.

Cubismo
Il Cubismo fu creato a Parigi da Picasso e Braque, tosto seguiti da un gruppo di giovani artisti che aderirono al movimento. Costoro, traendo lo spunto iniziale da certe esperienze di Cèzanne. proposero la rivalutazione del volume e dei rapporti spaziali in una pittura che si contrapponesse alle relazioni formali predominanti nel l'opera degli Impressionisti. I primi dipinti cubisti furono alcuni paesaggi di Braque, mentre taluni aspetti delle arti primitive, quali le sculture alto medioevali spagnole e le maschere africane, esercitarono una forte influenza su Picasso il quale, l'anno 1907, dipinse "Les demoiselles d'Avignon", una tela che segna la svolta decisiva dell'arte del XX secolo. Nel paesaggio, nella natura morta e nella ritrattistica, i Cubisti si dedicarono ad una minuziosa decomposizione analitica del soggetto, frantumandolo in tutti gli elementi che lo costituivano, per ricostruirli secondo un nuovo ordine che desse l'impressione di cogliere il soggetto stesso in tutta la sua globalità, cosi da combinarne e sovrapporne più vedute diverse. La prima mostra cubista ebbe luogo nell'anno 1907 e suscitò notevole disapprovazione e sdegno da parte del pubblico. Il movimento può essere diviso in tre distinte fasi: dapprima si ha il Cubismo Analitico, fra il 1906 ed il 1909; quindi un Cubismo Analitico "Aulico", fra il 1909 e il 1912; infine il Cubismo Sintetico dal 1912 al 1914. In quest'ultima fase, l'immagine acquista maggiore complessità, poiché l'artista (pittore e scultore) affronta la materia con l'intento d'intensificare la fusione dei singoli piani sfaccettati piuttosto che ridurli a frammenti ed analizzare il soggetto nei suoi molteplici aspetti.

Dadaismo
Il Dadaismo, o movimento Dada, trasse il suo nome dalle prime parole su cui si posarono gli occhi dei suoi promotori, aprendo a caso un vocabolario francese: "dada" é infatti termine infantile (uno tra i primi suoni articolati che emette il bambino) che può anche essere usato per significare "cavalluccio di legno". Il movimento nacque a Zurigo nel 1916 ad opera di alcuni artisti e scrittori ivi rifugiatisi. Per reagire contro le terribili emozioni suscitate dalla prima guerra mondiale e contro le correnti teorie artistiche ufficiali od ufficializzate, si propose di sostituire ad una logica convenzionale un ordine irrazionale da cui potessero affiorare nuove verità: così, il movimento Dada ostentò l'assurdo, l'immediato, il casuale. Il poeta Tristan Tzara, i pittori e scultori Jean Arp, Francis Picabia e Marcel Duchamp furono i capi del Dadaismo che successivamente suscitò grande scalpore presso il pubblico con le sue idee di "anti arte". Le mostre Dada comprendevano oggetti prefabbricati ed associazioni di materiali disusati e incongruenti. Ad una esposizione tenutasi a Colonia nel 1920, gli spettatori furono invitati a rompere gli oggetti esposti, invito che fu prontamente accolto!

Dagherrotipia
Prima tecnica fotografica, ora non più in uso, basata sull'impiego di lastre ricoperte da un'argentatura resa sensibile alla luce.

Decollage
Tecnica inventata da Mimmo Rotella, simile al collage, ma distinta da questa in quanto vengono prima incollati più strati di fogli e poi man mano strappati per far apparire le immagini sottostanti.

Decorazione
Termine usato da B. Berenson per indicare l'insieme degli elementi formali dell'opera d'arte, colore, tono, forma, movimento, ecc., che egli rigorosamente distingue dalla parte narrativa che chiama illustrazione.

Dittico
Immagine dipinta su due tavolette collegate insieme da cerniere a formare due sportelli che possono richiudersi a libro.

Disegno
La parola va usata in senso assai largo, così da includervi varie tecniche e diverse concezioni estetiche: fra esse si pone in particolare rilievo quella rinascimentale e neoplatonica di disegno interno, ossia l'idea perfetta di un oggetto, pre formata da Dio nell'intelletto dell'artista, cui spetta il compito di estrarla dal proprio spirito al fine di rinnovarne la creazione. Concretamente, il disegno - la più elementare manifestazione dell'arte grafica - consiste nel definire forme e figure per mezzo di linee e perciò l'artista affida ad esso le proprie prime idee nel concepire un'opera che poi potrà trovare realizzazione nei campi più disparati, dall'architettura alla scultura e alla pittura. Tuttavia il disegno può essere anche fine a se stesso e costituire quindi una forma d'arte compiuta. Lo si attua con innumerevoli mezzi (matita, penna, pennello, carboncino, sanguigna, grafite. gesso, punta di metallo) su carta d'ogni specie (bianca, colorata, grezza, appositamente preparata), su cartone, su tela, ecc.

Divisionismo
E il termine italiano che corrisponde a quello francese di Pointillisme (puntinismo). ossia ad una forma di Neo - Impressionismo che nutrì particolari interessi ottici. E una tecnica che si vale del principio che i colori, disposti uno accanto all'altro puri anziché mescolati, vengono a comporsi tra loro con maggiore luminosità, fondendosi nella retina piuttosto che impastarsi sulla tavolozza. Quindi i Divisionisti e i Pointillistes dipinsero a pennellate brevi, spezzate, a puntini, trattini, virgolette di colori puri che, ad una certa distanza, offrivano un unitario risultato di intonazione cromatica. Entro certi limiti, un tale procedimento era stato anticipato dal mosaico. Il Divisionismo - nei suoi vari aspetti e nelle sue diramazioni - fu praticato con particolare intensità nell'ultimo ventennio del XIX secolo.

Dripping
Tecnica pittorica utilizzata dai pittori informali che consiste nel far sgocciolare il colore sulla tela dai pennelli o da altro senza che questi tocchino la tela.


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